Conflitto Intestinale

di Steve Downs, CSCS

La sindrome della permeabilità intestinale può avere effetti negativi sulla salute e sulla vita in generale. Noi vi spieghiamo che cos’è, come si sviluppa e cosa fare per prevenirla.

IL MEDICO GRECO Ippocrate ha affermato: “Tutte le malattie hanno origine nell’intestino”. Essendo un medico, convinto sostenitore dei principi scientifici, Ippocrate non si curava delle superstizioni, ma studiò l’assunzione e la digestione dei cibi. Benché questo brillante greco, vissuto oltre 2.000 anni fa, non conoscesse esattamente il funzionamento dell’intestino, le sue parole continuano a essere vere. Oggi i disturbi digestivi e immunitari sono sempre più frequenti e infiammazioni croniche, affaticamento e irritabilità intestinale sono più comuni che mai. Ma perché questo succede proprio ora, con tutte le moderne tecnologie di cui disponiamo e le nostre conoscenze sempre più approfondite sulla scienza dell’alimentazione? Tutto dipende dal nostro intestino.

UNA SENSAZIONE “DI PANCIA”
Se andate dal medico lamentando stanchezza, meteorismo o diarrea, molto probabilmente lui vi prescriverà delle pillole o altri farmaci per alleviare il problema. Anche quando i disturbi persistono, la maggior parte dei medici è restia a diagnosticare la sindrome della permeabilità intestinale perché, in sé, questi sintomi non segnalano necessariamente un singolo problema. Costipazione, mal di stomaco, meteorismo, raffreddore, affaticamento, dolori articolari – questi disturbi possono non sembrare correlati e, a dire la verità, non è detto che lo siano. Se, però, i problemi persistono per mesi o anche più, c’è una buona probabilità che si soffra della sindrome della permeabilità intestinale. E sì, come si capisce dal nome, non è una bella cosa. Ecco di che si tratta. Per mantenere l’integrità dell’intestino, le sue cellule sono molto ravvicinate e le giunture intercellulari tengono sotto controllo quello che passa attraverso le pareti intestinali, sia per entrare che per uscire
dal corpo. Cose come vitamine, nutrienti, acqua e antigeni le attraversano regolarmente all’interno dei processi digestivi, quando l’organismo disgrega il cibo ed elimina gli scarti. Se, però, le giunture intercellulari si danneggiano e iniziano ad aprirsi, particelle di cibo non digerito, tossine e microbi indesiderati possono uscire, mentre i batteri patogeni cominciano a crescere e a proliferare nel flusso sanguigno e nei tessuti corporei. Questa “micro invasione” può causare una lunga serie di sintomi, inclusi meteorismo, mal di stomaco, irregolarità e altri disturbi gastrointestinali di cui preferiamo non parlare.

LA RISPOSTA IMMUNITARIA
A causa della speciale interazione che esiste tra le cellule intestinali che producono anticorpi e i vari batteri che vivono nell’intestino, circa il 70-80% del nostro sistema immunitario si trova appunto in quest’organo. Nell’organismo risiedono batteri benefici e batteri nocivi: normalmente sono in equilibrio e noi godiamo di buona salute, perché le cellule svolgono il loro lavoro, producendo anticorpi. Se, però, non ci si alimenta correttamente, il sistema digerente può essere invaso da batteri nocivi che scacciano i microbi probiotici benefici, attivando una risposta infiammatoria. Questo sottopone a grande stress il fegato, che deve cercare di neutralizzare tutte queste tossine nell’organismo; di conseguenza, il sistema immunitario è compromesso, l’assorbimento dei nutrienti forniti dal cibo si riduce, la guarigione è ostacolata e aumenta anche l’incidenza di malattie.

RISOLVIAMO IL PROBLEMA
In realtà, ancora non si sa esattamente quale sia la causa della sindrome della permeabilità intestinale. Ci sono varie teorie e lo studio più convincente collega questo disturbo allo stress e agli additivi e ai conservanti alimentari. Un segnale che indica il coinvolgimento degli allergeni alimentari è il fatto che, anche se in misura più grave, chi soffre di celiachia o del morbo di Crohn sperimenta un peggioramento simile della funzionalità digestiva e della protezione immunitaria, oltre a un aumento delle infiammazioni e alla maggiore probabilità di ammalarsi. Se sospettate di avere la sindrome della permeabilità intestinale, consultate uno specialista, ad esempio un gastroenterologo, un internista o un naturopata. Nel frattempo, il modo migliore per prevenirne i sintomi è fare attenzione alla dieta. La ricerca mostra che alcuni cibi e additivi alimentari possono danneggiare la struttura delle cellule intestinali, causando malattie. La strategia migliore è mangiare alimenti naturali e integrali ogni volta che è possibile, in modo da prevenire, alleviare o persino eliminare gli effetti della malattia. La ricerca ha scoperto che i cibi e gli integratori elencati qui sotto sono efficaci nel trattamento della sindrome della permeabilità intestinale. Includeteli nella dieta per prevenire o curare la malattia.

Probiotici e prebiotici. Rifornite il corpo di batteri benefici per ridurre la moltiplicazione dei batteri nocivi e normalizzare la distanza tra le cellule intestinali. Cibi fermentati come aceto di mele, kombucha, kefir, tempeh e crauti forniscono antiossidanti e probiotici, oltre a essere facilmente digeribili e ad avere proprietà alcalinizzanti. Integratori di probiotici come Lactobacillus acidophilus, Bifidobacterium bifidum e Bacillus coagulans sono ottimi per aiutare a ristabilire la salute intestinale. Assumete 10 miliardi di unità formanti colonie (UFC) al giorno con i pasti, ma non esagerate con le dosi: superare i 20 miliardi di UFC al giorno può causare gonfiore o diarrea. Alimentate anche i batteri intestinali benefici con fibre prebiotiche come l’inulina, che ne favoriscono la proliferazione.

Glutamina. Quest’aminoacido è fondamentale per la riparazione delle cellule intestinali ed è contenuto in carne rossa, pesce, pollame, broccoli e spirulina. Se usate un integratore, assumetene 10 20 g al giorno per favorire la guarigione.

Enzimi digestivi. Con il passare degli anni gli enzimi digestivi pancreatici diminuiscono e non riusciamo più ad assorbire efficacemente i nutrienti degli alimenti. Questo affatica il sistema digerente e, alla lunga, causa infiammazioni e permeabilità intestinale. Cercate un integratore di enzimi digestivi contenente sostanze come proteasi, pepsina, tripsina, lipasi, amilasi, cellulosa e lattasi, e assumetelo con i pasti.

Curcumina. È l’ingrediente attivo della curcuma, ha ottime proprietà antinfiammatorie e riduce lo stress ossidativo nell’intestino. Aggiungete molta curcuma ai vostri piatti, o assumete 1-2 g di curcumina in capsule al giorno.

Brodo di ossa. Fornisce il collagene, i minerali e gli aminoacidi necessari per la salute dei tessuti intestinali, oltre a sostanze antinfiammatorie come la glucosammina. Bevetene 240-470 ml una o due volte al giorno, preferibilmente a pranzo e nel tardo pomeriggio.

SINTOMI DELLA SINDROME DELLA PERMEABILITÀ INTESTINALE:

  1. Gonfiore o meteorismo ricorrenti (non solo dopo i pasti)
  2. Difficoltà digestive dopo i pasti
  3. Costipazione e irregolarità intestinale
  4. Affaticamento e senso di malessere
  5. Dolori articolari cronici
  6. Raffreddore o sinusite frequenti
  7. Difficoltà di guarigione e recupero
  8. Fenomeni infiammatori a carico della pelle, come eruzioni cutanee persistenti

CIBI A CUI FARE ATTENZIONE
Si sospetta che molte sostanze presenti negli alimenti contribuiscano e/o causino la sindrome della permeabilità intestinale. Eccone alcune di cui la ricerca si è occupata recentemente.

  • Si è scoperto che gli zuccheri raffinati favoriscono la formazione di danni e infiammazioni intestinali.
  • I grassi trans sono stati collegati alle malattie autoimmuni.
  • Studi hanno mostrato che il glutine favorisce la permeabilità intestinale.
  • Si ritiene che il sodio allarghi le giunture intercellulari.
  • Il “collante” della carne (ossia gli enzimi usati per tenere insieme le particelle di carne in prodotti come affettati e pepite di pollo) può danneggiare le cellule intestinali.
  • Gli emulsionanti (aggiunti per prolungare la conservazione dei cibi) possono sconvolgere l’equilibrio microbico.
  • Gli acidi organici (usati per estrarre elementi come grassi, olio o caffeina) possono alterare le proteine delle giunture intercellulari.
  • Le nanoparticelle (usate per migliorare sapore, colore o aspetto dei cibi) sono state collegate a danni al DNA.

 

Articolo tratto da Excellent Style n.1 – Settembre 2018.  © di Excellent Style. Tutti i diritti riservati.

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